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Archive for the ‘intellectual property’ Category

Spiderman goes to Mickey Mouse

Tuesday, September 1st, 2009 by Enrico

spidermanWould you pay 800.000 dollars to buy 1 character and the exclusive right to exploit everything related to it?

Probably not, but if you are buying 5,000 characters, if some of them are very famous characters (among them: Iron Man, X-Men, Captain America, Fantastic Four and Thor ), if you are paying only 60%cash (and 40% stock), and if you are the leader in family entertainment and already own an entertainment network, this looks to be a gorgeous deal.

And this is now history.

Disney-Pixar is adding Spiderman and lots of fantastic friends to its “global portfolio of entertainment properties” (you can read more on Marvel website)

(IP Faber: the brand specialist . Contact us for more info)

Creative Commons License Photo credit: by Oscar Baeza via Flickr

Google News Italy under investigation

Tuesday, September 1st, 2009 by Enrico

google_newsWe already wrote about Google News Italy 2 years ago.

Strange: in 2007 publishers did not want to be included and indexed by www.google.it/news, back then the problem was that they did not want to direct traffic and eyeballs to google.

Things change.

Now FIEG (the italian news publishers association) has moved against Google because they want to be indexed by the search engine, but, strange to say, they are not happy with google publishing system on google.it/news, as it looks like unfair competion to them.

You can read the claim opened in front of the the Italian Authority for Competition and Markets here (reported also by reuters) and the first reply by Google on their blog

We think publishers have realized that:

  • the online-ads market is big (and will grow and grow and grow)
  • Google is well positioned to exploit this market
  • if they don’t move, publishers are missing the last train!

You can read the abstract of the claim here below:

“L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 26 agosto 2009, ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti di Google Italy per verificare se i comportamenti della società, in considerazione della sua indiscussa predominanza nella fornitura di servizi di ricerca on line, siano idonei ad incidere indebitamente sulla concorrenza nel mercato della raccolta pubblicitaria on line e a consolidare la sua posizione nella intermediazione di spazi pubblicitari.

Il procedimento, notificato oggi alla società nel corso di un’ispezione condotta in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza, è stato avviato alla luce di una segnalazione della Fieg, Federazione Italiana Editori Giornali, relativa al servizio Google News Italia, con il quale Google aggrega, indicizza e visualizza parzialmente notizie pubblicate da molti editori italiani attivi online. Secondo gli editori Google News Italia, utilizzando parzialmente il prodotto dei singoli editori on line, avrebbe un impatto negativo sulla capacità degli editori online di attrarre utenti ed investimenti pubblicitari sulle proprie home page. Gli editori italiani, che non ottengono alcuna forma di remunerazione diretta per l’utilizzo dei propri contenuti su Google News, non avrebbero inoltre la possibilità di scegliere se includere o meno le notizie pubblicate sui propri siti internet sul portale stesso: Google renderebbe infatti possibile ad un editore di non apparire su Google News, ma ciò comporterebbe l’esclusione dei contenuti dell’editore dal motore di ricerca della stessa Google. Si tratta di una condizione estremamente penalizzante: la presenza sul motore di ricerca di Google è determinante per la capacità di un sito internet di attrarre visitatori e dunque ottenere ricavi dalla raccolta pubblicitaria, vista l’elevatissima diffusione di tale motore tra gli utenti.
L’istruttoria dell’Antitrust dovrà dunque verificare se i comportamenti di Google, resi possibili dalla sua indiscussa predominanza nella fornitura di servizi di ricerca online, siano idonei ad incidere indebitamente sulla concorrenza nel mercato della raccolta pubblicitaria online, con l’ulteriore effetto di consolidare la sua posizione nell’intermediazione pubblicitaria online. “

Is Vevo the next MTV?

Wednesday, May 13th, 2009 by Enrico

ipfaber-blog-vevo

YouTube (subsidiary of Google) and UMG aka Universal Mucis Group (subsidiary of Vivendi France) recently announced VEVO, a joint venture to launch later this year.

Vevo is a very interesting step towards the future. 

Vevo is basically an ads driven music website where users will be able to watch music provided by UMG using YouTube Technology.

UMG will be the content provider, and YouTube the content platform distributor. As we said on this blog a long time ago, YouTube needs to turn its users into customers, and deploy its efficient platform technology to rich content providers. This is a very good step in the right direction.

The launch of Vevo (prossibly only the first step towards a big alliance with the Major league) signals a new strategy by YouTube; after the “channels” as YouTube branded content providers, here it comes the second step: Vevo is the next generation co-branded music website.

Vivo is a tipically win-win situation: Google offers its no-glitches no-problems super fast web platform, and UMG offers its music library. By the way, in their own markets (as video provider on the web and as music “provider”) these two are by far the bigger players.

No details have been disclosed about figures and responsibilities. But it seems this is a typical co-revenue-sharing agreement: both players will enjoy part of the money spent by advertisers on their website www.vevo.com

One last word, as visual and web designers, we like the new logo very much.

 

(IP Fabermanagement of trademark companies’ portfolios. For more infoclick here)

(IP Fabergestione dei portafogli marchi aziendali. Per maggiori informazioni, clicca qui)

Image credit: Vevo.com homepage on www.vevo.com

La trasgressione del licenziatario e la lingerie Dior: il caso Copad vs. Dior davanti alla Corte di Giustizia

Tuesday, March 3rd, 2009 by Eva Callegari

lingerie-on-sale

Le attività di un licenziatario possono impattare sull’esaurimento comunitario del marchio avuto in licenza?

Se un licenziatario vende beni di lusso su canali non autorizzati dalla licenza, si può dire che l’immissione in commercio sia avvenuto senza il consenso del licenziante, titolare del marchio e che quindi l’esaurimento del marchio sul mercato comunitario non si sia realizzato?

A queste due domande la Corte di Giustizia ha risposto (nel caso C-59/08) pronunciandosi su una questione pregiudiziale sottopostale dalla Cour de Cassation di Parigi, originatasi dalla causa avviata dalla Christian Dior Couture nei confronti di una sua licenziataria che aveva venduto partite di lingerie a una società (Copad) specializzata nelle vendite di merce in saldo, violando quanto stabilito dal contratto di licenza con Dior.

Nelle conclusioni dell’avvocato generale Juliane Kokott (presentate il 3 dicembre u.s.)  si osserva come forme di commercializzazione “nocive” di marchi di lusso possano pregiudicarne la reputazione e, conseguentemente, la stessa qualità del marchio licenziato.

Non è tuttavia possibile stabilire a priori - osserva la Corte - se una vendita attraverso canali commerciali minori possa degradare la qualità del marchio licenziato in modo tale da ritenere tale vendita effettuata senza il consenso dello stesso licenziante.  Sarebbe così se si fossero effettivamente realizzate vendite massicce della lingerie a marchio Diora prezzi favorevoli e con campagne pubblicitarie, in molti centri specializzati nella vendita di partite a saldo“.

In pratica, Dior avrebbe potuto intervenire e bloccare merce in circolazione sul mercato comunitario - conclude la Corte - qualora le svendite effettuate dal proprio licenziatario in violazione del contratto di licenza si fossero concretamente realizzate in modo da ledere  la qualità del proprio marchio di lusso. Solo in tal caso, l’immissione in commercio della merce da parte del licenziatario non avrebbe esaurito il diritto sul marchio Dior nell’ambito comunitario.

La violazione di un contratto di licenza non basta di per sè ad escludere l’esaurimento comunitario del marchio licenziato: va fatta una valutazione caso per caso circa il tipo di violazione realizzata dal licenziatario.

(IP Faber: management of trademark companies’ portfolios. For more info, click here)

(IP Faber: gestione dei portafogli marchi aziendali. Per maggiori informazioni, clicca qui)

Creative Commons License Photo credit: by james@mannequindisplay.com via Flickr

IP Faber fa lezione con il Sole

Thursday, February 19th, 2009 by Eva Callegari

sunsuns

In edicola questa settimana, in allegato al Corriere della Sera, il quinto inserto del nuovo Master24 in tema di Gestione e Strategia d’Impresa.

IP Faber ha curato la sezione dedicata agli Intellectual Property Rights e alla tutela dei brevetti e dei beni immateriali d’impresa all’interno del numero incentrato su “Strategia e Innovazione d’Impresa“.

Attraverso l’e-learning alla portata di tutti, questo progetto ideato e realizzato da Il Sole 24 Ore avvicina e sviluppa tematiche cruciali per ottimizzare la gestione dell’impresa, permettendo altresì - in una fase successiva - di ottenere un attestato di frequenza del master, se non un vero e proprio diploma.

IP Faber è lieta di contribuire a questo progetto per la sezione relativa all’innovazione, consapevole di quanto un buon management focalizzato sull’innovazione possa rivelarsi decisivo, in questo momento storico, per qualsiasi azienda che voglia mantenere o rafforzare il proprio posizionamento sul mercato.

Non solo “Resistere, resistere, resistere” quindi, ma soprattutto “Innovare, innovare, innovare..“.

(IP Faber: Intellectual Property Assets management e consulenza aziendale sull’innovazione. Per maggiori informazioni, clicca qui)

Creative Commons License Photo credit: Warm’n Fuzzy

Arriva Obama: quale politica per l’innovazione?

Tuesday, January 20th, 2009 by Eva Callegari

arcobaleno-in-una-manoGli esperti U.S. in Proprietà Intellettuale non si aspettano grandi cambiamenti dal governo Obama nel loro settore (fonte IAM Magazine).

Eppure il programma del nuovo Presidente che si insedia oggi alla Casa Bianca segue un’equazione di segno opposto: occorre rendere più competitivi gli Stati Uniti e, per farlo, occorre incoraggiare l’innovazione.

I principali strumenti indicati da Obama nel proprio programma per raggiungere questi obbiettivi sono:

- agevolare gli investimenti in Ricerca e Sviluppo (rendendo anche permanente il cosidetto “R&D tax credit“);

- riformare il sistema dei brevetti al fine di garantire l’accesso alle registrazioni di brevetti di qualità in tempi brevi, limitando altresì inutili e costosi contenziosi;

- contrastare il dilagante fenomeno della contraffazione di matrice cinese e le lacune nell’enforcement dei diritti di marchio e d’autore da parte dello stesso governo cinese;

- potenziare lo studio e la conoscenza delle materie scientifiche, matematiche, ingegneristiche a tutti i livelli;

- garantire che internet rimanga rete aperta, spazio di libera circolazione delle informazioni e che la titolarità dei media sia il più possibile diversificata.

Garantire il rafforzamento dell’innovazione è indubbiamente la miglior ricetta di politica economica per riportare un paese su un piano di forza competitiva che lo ponga al riparo dagli effetti negativi di crisi economiche nazionali e sovranazionali sul medio e lungo periodo.

Non resta che attendere gli sviluppi pratici di questo programma nei prossimi mesi per comprendere se davvero -  per quanto riguarda l’innovazione e la proprietà intellettuale - il nuovo Presidente statunitense saprà arrivare alla “sostanza”, come per altri ambiti molti confidano.

(IP Faber: management, coaching e consulenza mirata alle aziende sulla proprietà intellettuale e l’innovazione. Per maggiori informazioni, clicca qui)

Creative Commons License Photo credit: Laurence & Annie

Un mondo di foto libere per colorare contenuti on-line

Monday, January 5th, 2009 by Eva Callegari

farfallaMolte web company (e non solo) che hanno bisogno di costruire contenuti sempre freschi e accattivanti si trovano di fronte ad un dilemma: come trovare immagini “libere” senza violare il copyright di terzi?

Se parliamo di fotografie, la tentazione di riprodurre immagini presenti in rete è tanto forte quanto facile, anche per chi non è un hacker provetto.

Ciononostante, il riprodurre fotografie che sono pubblicate in Internet con apposite indicazioni di riserva può condurre a spiacevoli inconvenienti, quali subire richieste risarcitorie anche di diverse migliaia di euro dai titolari dei diritti sulle fotografie pubblicate. Anzi, spesso le richieste risarcitorie vengono avanzate anche da soggetti che hanno pubblicato on line le immagini, dimenticandosi di riservarne i diritti di riproduzione.

Una soluzione semplice ed efficace è quella di combinare due strumenti portentosi: Flickr (o i portali come Flickr) e le licenze Creative Commons.

Gli archivi inesauribili di fotografie caricate da utenti di tutto il mondo quali Flickr hanno appositi filtri di ricerca avanzata che permettono di selezionare contenuti dotati di licenze Creative Commons.

Una volta “pescata” dalla rete una foto che ci interessa, è immediato verificare se alla stessa è abbinata una licenza che permette di pubblicare la foto per i fini voluti: ad esempio, se la licenza indica che sono consentiti gli usi commerciali della foto e che è amesso riprodurre, distribuire, modificare la stessa, purchè si attribuisca la paternità dell’opera al suo autore, avremo campo libero.

E’ chiaro che in tal caso non si dovrà dimenticare di copiare il simbolo CC di Creative Commons e di inserire un link ed un riferimento all’autore della fotografia.

Per chi poi volesse aggiungere a questo metodo di lavoro un mezzo ulteriore, provi a servirsi del motore di ricerca Multicolr Search Lab Flickr Set, che permette di cacciare foto con licenza Creative Commons per colore o per combinazioni di colori.

Oltre ad essere decisamente utile dal punto di vista lavorativo, dà la piacevole sensazione di ritornare bambini e di essere armati di un magico retino per farfalle.

(IP Faber: consulting services on copyright and media law. Contact us)

Creative Commons License Photo credit: serendipitypeace2007

M&A e Intellectual Property: l’innovazione vincerà la crisi

Monday, December 22nd, 2008 by Eva Callegari

lego

L’Intellectual Property diventerà strategico nelle operazioni di M&A che verranno effettuate nei prossimi 5 anni. E ciò proprio in ragione dell’incertezza finanziaria che che tocca i mercati mondiali.

E’ noto che le aziende che ben gestiscono, sviluppano e tutelano il proprio portafoglio di beni immateriali vinceranno sulle altre e sopravviveranno alla crisi.

“M&A Insights: Spotlight on Intellectual Property Rights survey”, analisi pubblicata ad inizio dicembre e svolta da Mergermarket Group (Financial Times) e commissionata dai consulenti di CRA International e dallo studio legale internazionale K&L Gates rivela una nuova prospettiva assunta nei confronti degli assets immateriali da parte degli amministratori delle società e dagli operatori nel settore del private equity intervistati.

La crisi dei mercati in atto impone di fare valutazioni di lungo periodo anche quando si valutano fusioni e acquisizioni societarie. Per  l’85 % degli amministratori  e per il 72 % degli esponenti delle società di private equity intervistati gli asset immateriali di un’azienda (i marchi, i brevetti, i modelli e il design, i beni protetti da copyright, il know-how) acquisiranno sempre più importanza.

Ed ecco che, in questa prospettiva, pure cruciale sarà costruire una corretta e attenta valutazione dell’Intellectual Property presente nelle aziende coinvolte in una M&A, attraverso le due diligence preparatorie. Aspetto ancora non  molto attuato, nella pratica, secondo gli intervistati.

Non bisogna infatti dimenticare che per valutare gli Assets Immateriali occorre tenere in considerazione aspetti legali e finanziari estremamente delicati. Una IP Due diligence deve essere necessariamente sofisticata, per poter fornire un quadro esauriente dei fattori di rischio e delle opportunità insite in un’acquisizione o fusione societaria.

(IP Faber: we do IP due diligence. For more information, contact us)

Creative Commons License Photo credit: roland

Il canguro non salta: l’antitrust blocca la joint venture tra BBC, ITV e Channel 4

Thursday, December 4th, 2008 by Eva Callegari

kangaroo

Ieri l’autorità antitrust britannico ha decretato in via provvisoria un primo stop al progetto di joint venture fra BBC Worldwide, ITV e Channel 4. Il Canguro (Kangaroo è il nome del progetto) non può saltare, per ora.

La piattaforma di video on demand che è oggetto del progetto metterebbe a disposizione degli utenti, via internet, 10.000 ore di contenuti televisivi, attingendo anche dai ricchi archivi delle società in gioco.

L’antitrust ha ritenuto che il progetto, così come è stato impostato, potrebbe alterare gli equilibri del mercato del VoD e ha dato alcune opzioni alternative, al fine di poter approvare in futuro il progetto:

- dovrebbe variare l’attuale struttura del marcato rilevante;

- dovrebbe essere garantita la disponibilità dei contenuti ad eventuali società terze interessate;

- dovrebbe essere materialmente modificato il progetto Kangaroo.

Da un lato il rischio che Kangaroo possa limitare la concorrenza nel mercato del Video On Demand effettivamente esiste ed è concreto.

Dall’altro lato non si può non guardare al successo che sta avendo Hulu, il portale che mette a disposizione in streaming film e serie tv, oltreoceano.

(IP Faber: copyright and media law is our expertise. Contact us)

Creative Commons License Photo credit: Tasumi1968

Handy Dandy Design: the CTM no. 500.000 is Italian

Wednesday, December 3rd, 2008 by Eva Callegari

numbers1Fresh news report from Alicante: the 500.000th Community trade mark registered by OHIM is Italian.

The TM is registered by Handy Dandy Design, a company based in Milan which develops good design for tech products of daily use.

The OHIM President Wubbo de Boer, who announced the news, said that he was
delighted that this special trade mark had gone to an SME: “Our goal - he explained - is to make IP protection both affordable and accessible and this is particularly important for smaller companies making their way in the internal market and striving to get attention in the global
economy”.

Due to the same reasons, next months’ OHIM declared goal will be to reduce either timing and costs for filing community trade marks.

(IP Faber: TM protection and brand strategy for enforcing your innovative business. Contact us)

Creative Commons License Photo credit: erin watson photography


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